IL VIOLONCELLISTA: UN PEZZO DI STORIA

07.01.2021

  PAOLO SICCARDI: Un varco attraverso l'indifferenza               

                                           ARTE AL SERVIZIO DELLA SOLIDARIETA'

IL VIOLONCELLISTA non è solamente uno scatto, firmato "Paolo Siccardi" autografato e donato dall'autore per l'asta benefica YMF per contribuire al sostegno dei bambini e delle famiglie di Casa de los Ninos, ma è un pezzo di storia dell' umanità intera, a cui è profondamente legato.

"Sarajevo 1992. Vedran Smailovic, primo violoncellista della Filarmonica di Sarajevo, suona per 22 giorni. "L' Adagio in Sol minore" di Albinoni tra le rotaie e i treni divelti dalle esplosioni. Ricorda in questo modo la strage dove morirono sedici civili il 27 maggio 1992 da un colpo di mortaio mentre facevano la fila per comprare il pane.

Ho trascorso un giorno intero, pochi mesi dopo la "strage del pane" del 1992, con il musicista Vedran mentre si spostava da un luogo all'altro di Sarajevo durante i bombardamenti, fotografandolo mentre suonava l' Albinoni. Al rientro in Italia ho scelto la fotografia alla stazione perché il viaggio potesse continuare con la speranza che la guerra finisse presto. Sarajevo, è rimasta assediata per 1272 giorni e la guerra terminò solo quattro anni dopo."@PaoloSiccardi

Paolo Siccardi, inizia la sua carriera di fotoreporter nella città in cui vive, Torino, alla fine degli "Anni di piombo". Segue i processi per terrorismo, gli scioperi, gli scontri nelle piazze. Nel 1986 il primo reportage internazionale: tre mesi in Afghanistan al fianco dei Mujaheddin in lotta contro l'invasione russa.

Poi è la volta della Guerra del Golfo in Iraq, i conflitti in Siria, Ucraina, Nicaragua. Nel 2012 per Famiglia Cristiana con il supporto di Unicef segue i progetti sulla condizione umanitaria della popolazione nei campi profughi del Sud Sudan. Documenta per dieci anni il conflitto nei Balcani e il crollo dei Paesi dell'Est dopo la caduta del Muro di Berlino.

Scatta prevalentemente in bianconero, ama i contrasti, privilegia i primi piani, gli istanti catturati al volo.

Nei suoi reportage a CARATTERE SOCIALE racconta con profondità e rispetto di coloro che vivono sulla propria pelle tragedie inimmaginabili, le sofferenze e le atrocità di guerre, carestie, emergenze umanitarie, con particolare al dramma dei profughi che attraversano ancora oggi i Balcani, in fuga dal proprio paese per necessità ,verso l'Europa....una speranza di salvezza, di vita migliore.

Pubblica sulle più importanti testate giornalistiche: il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International. Dal 2000 collabora esclusivamente con il settimanale Famiglia Cristiana e da oltre un anno segue l'esodo dei profughi in Europa attraverso la Western Balkan Route.

"Cerco di dare voce a quell'umanità fatta di singole persone sovente dimenticate dalla cronaca e cancellate dalla Storia». 


https://www.lastampa.it/opinioni/2016/04/13/news/paolo-siccardi-1.36583666

Il suo lavoro rappresenta una delle più veritiere fonti di documentazione in grado di aprirci gli occhi su ciò che accade nel mondo. Fondamentale è la sua collaborazione nel progetto YMF, al fine di promuovere e divulgare il messaggio di un impegno sociale a servizio dei più deboli, per dare inizio ad una campagna di SENSIBILIZZAZIONE che possa "accompagnare" PROGETTI CONCRETI a SCOPO BENEFICO.


MUSICA e FOTOGRAFIA, entrambe forme d'arte al servizio della solidarietà, sono mezzi diversi con un unico obbiettivo : amplificare le informazioni per dar voce a chi non ha voce. La Cooperazione, il lavoro di squadra può RAFFORZARE IL MESSAGGIO per aprire un varco attraverso l'indifferenza e rendere possibile l'impossibile. 

Grazie Paolo per aver creduto nel progetto e per aver messo a disposizione scatti ed immagini, frutto del tuo lavoro, per la realizzazione del Videoclip You're my Friend. Un gesto di fiducia econdivisione che ha accomunato diversi fotoreporter di spessore, musicisti, videomaker.


https://www.walkabout-ph.com/about


Curiosità sulla partitura 

La partitura incompleta di Albinoni fu ritrovata durante la Seconda Guerra Mondiale dagli Alleati all'interno de Sächsische Landesbibliothek (Biblioteca Nazionale Sassone) bombardata di Dresda,in cui erano conservati molti manoscritti musicali unici, tra cui la quasi totalità delle composizioni di Albinoni giunte fino ai giorni nostri.